f.a.q.
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unmastered mastered
Q - CHE SIGNIFICA 20HZ 20KHZ ?
A - La frequenza si misura in Hertz (dal fisico Heinrich Rudolf Hertz) indicando il numero di cicli compiuti da un'onda in un secondo. 20 Hertz e 20 kilo Hertz sono gli estremi di banda minimo e massimo percepiti dall'uomo quindi la gamma di frequenze dell'udibile.
Q - COSA E' IL MASTERING ?
A - Il Mastering è il passaggio finale nel ciclo di produzione e si colloca tra il Mix e la stampa delle copie da parte di industrie specializzate. E' in questa fase che si assembla il prodotto nella sua forma definitiva rispettando le specifiche tecniche del caso.
Operativamente possiamo suddividere il procedimento in 3 step principali:
1) editing dei contenuti e della playlist, ultime correzioni, x-fades etc.
2) signal processing con cui si tende a massimizzare, uniformare e correggere la sonorità dell'intero progetto
3) stampa e verifica dei supporti secondo le specifiche del caso
Q - UN PO’ DI STORIA
A - Agli albori la professione aveva la specifica funzione di adattare il materiale audio proveniente dallo o dagli studi di registrazione (in genere su nastro) ai media finali destinati alla diffusione al pubblico, interagendo con gli eventuali inconvenienti tecnici del caso quali differente capienza dinamica dei supporti oppure la gestione di macchine per la stampa dei master in vinile che difficilmente erano reperibili in studi di diversa natura. In quel periodo non era lasciato molto spazio alla “creatività”, il lavoro tecnico in genere aveva un connotato assolutamente più scientifico ed i vari tools all’epoca disponibili avevano solo finalità pratiche per compiere determinate procedure. La modifica nelle consuetudini è avvenuta gradualmente come in ogni altro settore all’aumentare della disponibilità di servizi e in un certo senso della concorrenza. Nell’ambito della sana concorrenza sul mercato, la coesistenza di sempre più professionisti specializzati nell’adempimento dello stesso compito, ha introdotto il fattore “taste” (gusto) quindi inevitabilmente si è innescato il meccanismo di caratterizzare le prestazioni in termini di suono iniziando quindi ad allontanarsi dall’aspetto squisitamente scientifico “trasferire quel che c’è adottando le misure necessarie al caso” al “interagire col materiale dato alla ricerca di qualcosa di più”.
Q - IN RETE SI TROVA CHI MASTERIZZA PER 1 EURO A TRACCIA! COME E' POSSIBILE?
A - Il mercato è pieno di offerte curiose purtroppo non sempre così facilmente riconoscibili. Spesso sono studi di tutt' altra natura (o non sono Studi affatto) ad offrire servizi di mastering a prezzi concorrenziali, ma senza un effettivo knowledge in materia nè strutture o attrezzature adeguate. Ad una analisi più attenta è facile notare che gli studi di mastering "veri" si occupano solo di mastering e che il costo di queste strutture e delle loro prestazioni oscilla su cifre più o meno uguali in tutto il mondo.
Q - PERCHE' NON STAMPARE DIRETTAMENTE UN CD-R CON I MIX ?
A - Comunemente si inviano le tracce ad uno studio di mastering perchè possono ottenere un notevole miglioramento e ciò avviene per vari motivi. Un mastering engineer entra in gioco con orecchie fresche quando tutti sono ormai "cotti" dopo la fase di mixing e rischierebbero di passare inosservati anche errori macroscopici. Altro importante fattore è che un mastering studio dispone di apparecchiature notevolmente più potenti di quelle di un comune studio di produzione in termini di precisione e risoluzione. Per poter svolgere correttamente un ascolto critico divengono di preponderante importanza fattori come le caratteristiche di neutralità dell'ambiente e il potere risolutivo dei monitor.
Q - PERCHE’ NEL MIO STUDIO NON RIESCO AD OTTENERE LA STESSA POTENZA E DEFINIZIONE DI UN MASTER?
A - Perchè in un mastering studio, a differenza di un mixing studio, tutto è congegnato per quella finalità: ogni eq, compressore, convertitore aiuta ad aggiungere un granello di livello o definizione. Il risultato è di un guadagno totale significativo ottenuto senza particolare stress di alcuna apparecchiatura, contenendo in questo modo anche gli effetti collaterali da overprocessing. Quindi la tipologia della catena, unitamente al fatto che non usiamo praticamente mai apparecchiature di serie, che il cablaggio è minimale ed il rumore di fondo del sistema è bassissimo, sono gli elementi di base per ottenere un buon suono finale non comunemente raggiungibile in una mixing facility.
Q - IL MASTERING COME RICETTA PER LA PERFEZIONE SONORA?
A - Il mastering non garantisce la qualità del risultato in assoluto, che rimane sempre inevitabilmente relativa al materiale sorgente. Alcune lacune nel mix, altre in ripresa, non è detto che possano essere corrette da noi. Interventi troppo radicali non producono gli effetti desiderati, spesso, avendone la possibilità, la cosa più saggia da fare è rimissare sia al cospetto di problematiche gravi o di troppa discrepanza tra lo stato del lavoro ed i desideri del committente. La fase di mastering va intesa come "ottimizzazione" e non come "trasformazione". E' certamente contro i nostri interessi pubblicare materiale non ben rappresentativo del nostro operato, quindi di sicuro faremo quanto in nostro potere per il miglior compromesso, compreso consigliare il re-mix e non accettare commissioni cui manchino i requisiti professionali sufficienti.
Q - ALLORA “LA” RICETTA PER LA PERFEZIONE SONORA
A - La cura di ogni singolo dettaglio. Partendo dalla scrittura dei brani, che siano arrangiati con cura in modo da non saturare i contenuti, una perfetta esecuzione delle parti, accordatura, timing ed interpretazione, un’accurata registrazione sonora (anche su computer ;-) intesa come curato posizionamento delle sorgenti nell’ambiente di ripresa e conseguente curato posizionamento dei microfoni, un buon ambiente di ascolto dove lavorare in mix, curato acusticamente e dotato di monitoring a banda larga, sono certamente i presupposti per quella che possiamo definire “perfezione sonora”. Il fatto che oggi spesso sfugge è l’imprescindibilità degli eventi, gli uni dagli altri. Basta che uno solo dei passaggi sia poco curato per rendere inutile qualsiasi sforzo seguente atto a riparare. Non c’è nulla che si possa riparare in verità, non c’è macchina che possa curare delle riprese fatte male o sostituirsi ad un musicista poco capace o dalle intenzioni non in sintonia con il progetto.
Q - QUANTO TEMPO E' NECESSARIO PER UN MASTER?
A - Una stima della lavorazione è in media dalle 3 alle 5 ore per un album stereo e dalle 5 alle 8 per uno surround escludendo i tempi di stampa e verifica dei supporti. Questi tempi indicativi sono necessari a generare un master che rispecchi gli standard qualitativi industriali. Alcuni committenti preferiscono invece investire in un monte ore maggiore per sperimentare più soluzioni diverse prima di selezionare le versioni che saranno pubblicate. Maggiore è il tempo disponibile più accurata è la ricerca del miglior compromesso sonico. E' comunque buona norma prendere contatto in congruo anticipo con lo studio di mastering per ottenere anche il miglior supporto logistico. In ogni caso, dato che le scelte artistiche effettuate in questa fase verranno replicate in massa e vanno per questo considerate come irreversibili, lavorare in un regime di fretta o stress può risultare controproducente o comunque rischioso. Il concetto è spiegato in modo carino in una frase di un noto engineer americano: ”il mastering è come l’ultima pompa di benzina prima di attraversare il deserto del Mojave... io non credo sia il momento giusto per risparmiare sul gasolio!”
Q - NON HO MAI LAVORATO CON VOI POSSO AVERE UN PROVINO?
A - Non è possibile per vari motivi. Essenzialmente perchè costa lo stesso tempo e l’impiego delle stesse apparecchiature di un lavoro normale. Non fa certo la differenza se bisogna elaborare un file di 30 secondi o 3 minuti.
Q - ASSISTERE IN SALA O NO?
A - La chiave della riuscita di un lavoro è il livello di comunicazione tra staff tecnico e committente. Essere fisicamente presenti favorisce la comunicazione e semplifica il compito di trovare il miglior compromesso possibile del caso mediante il confronto su un solo sistema monitor.
Q - PAGAMENTO DEL SERVIZIO
A - Il lavoro va saldato quando il materiale lascia lo studio, sia sotto forma di file via internet che di copia ascolto per approvazione. In seguito il cliente, una volta approvate le modifiche da noi apportate attraverso il Ref-CD, ordina la copia destinata alla stampa nel formato concordato, un disco sigillato (per proteggerlo da eventuali danni meccanici) che dovrà essere aperto solo dall'operatore al momento della produzione del glass-master alla replication plant.
Q - QUANTO COSTA?
A - Le soluzioni sono 2. La prima, quella tradizionale, è basata sul tempo di studio impiegato. La seconda, per sessioni non attese in sala dal committente, prevede un forfait basato sul numero di brani e dalla durata complessiva del progetto. Questa opzione consente di lavorare con un budget certo. Il limite è costituito dal non poter supervisionare il lavoro in tempo reale. Per ovviare a questo inconveniente è compresa una revisione gratuita prima della stampa del master.
Q - COME PREPARARSI ALLA SESSIONE?
A - Io consiglio sempre di lasciare “decantare” i mix prima di procedere al mastering. Passare la notte prima della sessione a mixare è la strada giusta per sbagliare. Finiti i mix, dopo un tempo necessario a ritornare coscienti, la produzione deve riascoltare il lavoro quanto più oggettivamente possibile, quindi scegliere le versioni definitive, collezionare semmai le opinioni della band e stilare se necessario una serie di appunti guida da valutare in mastering. Più si è organizzati, più si hanno le idee chiare, più ci si può concentrare sulle cose realmente importanti alla finalizzazione del prodotto.
Q - COSA PORTARE
A - I mix in formato nativo (dati) su supporto digitale. Bisogna portare i files con un'estensione nota tipo wav, aiff, SDII ecc. a 24 bit, senza alcun trattamento quale limiting, maximizing, normalizing. Attenzione a non portare mix troppo "hot", saremmo costretti ad abbassarne il livello facendo così un passaggio inutile. Mix @24 bit con picchi a -6 dBfs per noi è perfetto. Spesso incoraggiamo i clienti a portare anche dei dischi di riferimento oltre alle eventuali annotazioni su modifiche desiderate. Ciò consente di acquisire più rapidamente familiarità con il nostro impianto di riproduzione.
Q - PROCESSING ANALOGICO O DIGITALE?
A - Entrambi. 20Hz20kHz Mastering Lab dispone di una catena analogica in classe A ed una digitale hi-end. In genere il processing avviene in entrambi i domini, ma dipende dal materiale musicale da trattare e dal risultato da ottenere. La catena è configurata al momento, cablata point to point, selezionando tra le apparecchiature disponibili quelle più adatte al sound secondo il principio less is best.
Q - COME SETTARE LE MACCHINE?
A - Il settaggio delle macchine, i valori utilizzati ed i relativi recalls sono e rimangono di esclusiva proprietà di 20Hz20kHz Mastering Lab, pertanto non verranno nè acclusi al materiale di back-up nè divulgati a qualsiasi titolo.
Q - PMCD UN COMUNE CD-R ?
A - Comune nel senso che non sono formati speciali, ma i supporti destinati alla replicazione appartengono ad una ristretta risma di marchi, sono testati al computer uno ad uno in tempo reale e integralmente riascoltati. I master possono essere realizzati sia in formato Red-Book compatibile, Blue-Book che in formato DDP.
Q - QUANTO FORTE PUO' SUONARE IL MIO DISCO?
A - La tendenza odierna è quella di voler rendere il proprio disco più forte degli altri, come se il loudness fosse in qualche modo indice di qualità o di quantità del prodotto. E' ovviamente una misconception. Più il lavorò verrà schiacciato con compressione e limiting meno informazioni utili all'ascoltatore lasceremo. Il risultato sarà un suono privo di vita, dal minor impatto emotivo e dalla minor qualità sonica. Questo trend, comunemente definito "loudness war" ha prodotto solo un buon numero di dischi che suonano male con un conseguente calo del music business.
Copyright © 2011 20Hz 20kHz Mastering Lab
20Hz 20kHz Mastering Lab
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